La Storia, la Scena e il Significato

Arresto di Gesù nel giardino di Getsemani

La Storia del Gruppo Sacro

Con atto datato 8 agosto 1765, notaio Gaspare Fiorentino – rogito 135 – (Archivio di Stato di Trapani), venne concesso alla categoria di ricostruire il gruppo dopo una rovinosa caduta dei portatori verificatasi nella processione di quell’anno e sempre nel medesimo atto, venne affidato all’artista trapanese Vito Lombardo la ricostruzione del gruppo e precisamente “… che il firraro Giuseppe Greco, il chiavittere Rocco Anastasi e il calderaio Giovanni Tramuta (tre dei quattro consoli di quell’antica arte) commissionarono lo scultore Vito Lombardo a travagliare e formare cinque personaggi continenti la Presa di Gesù Cristo, Mistero di detta arte e cioè un Santo Cristo, San Pietro in atto di tagliare l’orecchia a Marco, detto Marco e dui Giudej collaterali a detto Santo Cristo, coll’attegiamenti a seconda del modellino consegnati”.
Vito Lombardo lo ricostruì usando le teste del precedente “mistero” e aggiunse la figura di Malco che nell’originale non esisteva.

Nel 1901, il Canonico Padre Fortunato Mondello così descriveva il gruppo : “….è probabile congetturare che il Mistero della Cattura sia stato uno de’ primi cinque, e dovendosi rinnovare, l’artefice designato tolse a modello la maniera artistica del Ciotta, specialmente nella testa e nella positura di San Pietro, nonché nell’atterramento di Malco.
Del resto se le figure del gruppo non presentano lo studio accurato dell’arte, non sono mica meno eloquenti nell’espressioni. Non dubito che il secondo scultore non abbia posto tutto l’interesse nell’esecuzione della scena, richiesta dal solenne momento: giacché nel Misterio si avverte la confusione e il turbamento degli sgherri, la serenità e la prontezza di Gesù, il quale si offre volentieri nelle mani de’ suoi nemici”.

Sino alla metà del secolo scorso il gruppo dell’Arresto era affidato al ceto dei Fabbro-ferrai, Stagnini e Meccanici, oggi è la categoria dei Metallurgici, con un’estensione di tale definizione a tutti coloro che hanno a che fare con i metalli, ad occuparsi del “mistere”, mantenendo costante l’impegno e la cura.

La “vara” in stile necolassico su cui poggia il gruppo è stata ricostruita intorno al 1930 da Antonio Aula ed anche la posizione delle aste è stata modificata sul finire degli anni ’60, tale da consentirne oggi una visione frontale e d’insieme.

La Scena rappresentata

Arresto di Gesù nel giardino di Getsemani
 Il gruppo, tra i più ricchi di movimento, immortala l’attimo in cui le guardie, inviate dal Sinedrio, catturano Gesù. Si scorge un Giudeo che con una fiaccola illumina il volto del Nazareno, un soldato dallo sguardo autoritario che si lo incatena per metterlo in arresto, mentre Pietro si avventa per colpire Malco, il capo delle guardie e servo del sommo sacerdote Caifa.

Il Significato e valore etico della scena

Persino nel momento del suo arresto il Cristo coglie l’occasione di trasmettere uno dei suoi ultimi insegnamenti di valore universale rivolgendolo al suo discepolo Pietro, subito dopo aver preso, ripulito e riattaccato al soldato Malco il suo orecchio destro.

47 <<Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo.>>
48 <<Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: “Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!”.>>
49 <<Subito si avvicinò a Gesù e disse: “Salve, Rabbì!”. E lo baciò.>>
50 <<E Gesù gli disse: “Amico, per questo sei qui!”. Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono.>>
51 <<Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio.>>
52 <<Allora Gesù gli disse: “Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno”.>>
53 <<“O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli?
“>>

Vangelo secondo Matteo (26, 47-53)

 

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