L' arresto


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di Nino Barone

Approfondimenti

MISTERI: EDIZIONE STORICA MA NON TROPPO
Luci ed ombre viste dall'interno


A qualche giorno dalla "storica" processione dei Misteri che ha visto il proprio svolgimento essenzialmente tra le vie del centro storico cittadino, proviamo a tirare le somme su quella che, sicuramente, passerà alla storia come l'edizione più bella e suggestiva degli ultimi decenni. Dico "sicuramente" perché dai commenti finora ascoltati soprattutto dalle emittenti locali tutto, insomma, sembra essere andato nel migliore dei modi: processione lineare, niente scollamenti tra un gruppo e l'altro, niente pause estenuanti, niente ritardi o meglio, qualche ritardo c'è stato ma considerato "fisiologico". Diverso però è il parere di chi ha vissuto la processione da protagonista e cioè quello dei consoli, dei massari e dei ragazzi con ceri, fanali e stendardi che hanno dovuto subire una estenuante passeggiata durata quasi 10 ore prima di effettuare la sosta, altrettanto "storica", a Piazza Umberto I (non si capisce ancora il motivo perché non si è deciso di effettuarla a Piazza Vittorio Emanuele). Certamente suggestivo il passaggio dalla via Biscottai che ha fatto godere quei pochissimi spettatori ai balconi delle proprie abitazioni; ancora peggio in via Carrara dove non c'è stata traccia alcuna di persone accorse per assistere al passaggio del sacro corteo in una zona "storica" per i Misteri e la prolungata pausa in Corso Italia prima di transitare la via XXX Gennaio per non incrociare il gruppo dell'Addolorata (coda della processione) che dalla via XXX Gennaio stava per fare il proprio ingresso in via Mercè. Pause "fisiologiche", insomma, per evitare che il serpentone si mordesse la coda. Invece noi dei primi gruppi, che abbiamo vissuto la processione attimo dopo attimo, per la verità qualche disfunzione l'avevamo notata in via Garibaldi, a qualche ora dall'uscita, dove una patologica pausa, e speravamo la prima e l'ultima, aveva stressato partecipanti e spettatori. Il mio non vuole essere un atteggiamento di polemica ma da qui a dire che tutto è andato liscio come l'olio mi sembra un po' esagerato. Le mie sono state sensazioni vissute, avendo io stesso operato nel contesto "Misteri" e, come figlio delle Maestranze, quale mi sento, ne ho sempre condiviso gioie e tormenti. Vedere però strade semideserte dove siamo stati spettatori di noi stessi mi ha molto deluso e amareggiato, perciò, se il futuro della processione deve essere legato al solo centro storico, è ovvio che pochi accorgimenti non bastano per renderla perfetta ma bisognerebbe ridimensionarla, impoverirla insomma. Basterebbero 10 bande musicali da 50 componenti, 3 processioni in tutto: una d'apertura, Ascesa al Calvario e Addolorata, questi ultimi 2 per i motivi che sappiamo essendo i gruppi più seguiti dal popolo. Una processione povera come quella di tanti anni fa potrebbe addirittura non oltrepassare la via XXX Gennaio e rimanere davvero nel suo contesto naturale fatto di vicoli e viuzze. Ma chi è disposto a questo? Quale Maestranza rinuncerebbe alla propria banda musicale? O chi alla propria processione? Per quanto mi riguarda la risposta è via "G.B. Fardella" che rappresenta si il lato folkloristico dell'evento ma è anche segno di una città che cresce, che si evolve, che si rinnova; rappresenta la tradizione per i suoi 63 anni nell'itinerario dei Misteri con le uniche eccezioni del 1966 e ahimè del 2011; rappresenta, insomma, il palcoscenico ideale per assistere al sacro corteo in tutta la sua imponenza e penso anche, vista l'espansione urbanistica della città di Trapani degli ultimi decenni, che possa considerarsi a pieno titolo "centro storico". Credo che questo direttivo della Unione Maestranze, al quale ho riposto fiducia e stima, possa valutare l'idea di un itinerario finalmente stabile che tenga conto della storia ma che non sottovaluti il nostro tempo.


articolo tratto da "EpucaNostra"


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